Data center sotto pressione: energia, calore e nuove sfide

3 min. lettura - Pubblicato il aprile 28, 2026

I data center sono il cuore pulsante del mondo digitale. Dalle applicazioni di intelligenza artificiale alle piattaforme cloud e ai servizi di streaming: senza di essi, gran parte dei servizi digitali si fermerebbe. Allo stesso tempo, il loro impatto è in forte crescita, sia in termini di consumo energetico sia sull’ambiente circostante.


Il crescente consumo di energia dei data center

I data center sono ormai tra i principali consumatori di energia nell’economia digitale. In Europa, il loro fabbisogno energetico è in costante crescita, trainato dall’aumento esponenziale dei dati, dei servizi cloud e delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda elettrica dei data center in Europa potrebbe più che raddoppiare entro il 2030, con l’AI come principale driver di crescita.

In Italia, il settore sta registrando una forte espansione, con un numero crescente di richieste di connessione alla rete elettrica e un’elevata concentrazione degli investimenti nell’area di Milano. I data center sono sempre più considerati infrastrutture strategiche, ma ad alta intensità energetica, con un impatto crescente sulla rete elettrica nazionale.

Questo sviluppo esercita una pressione significativa sulla capacità della rete e sulla disponibilità di energia, in particolare nelle aree a maggiore densità industriale e digitale, come Milano e Roma.


Nuove intuizioni: i data center come "isole di calore"

Oltre al consumo energetico, esiste un problema meno visibile ma potenzialmente rilevante: il calore.

Recenti studi dimostrano che i data center possono creare vere e proprie “isole di calore” locali. A causa dell’enorme quantità di energia dissipata sotto forma di calore, la temperatura nelle aree circostanti può aumentare:

  • In media: +2 °C

  • In casi estremi: fino a +9 °C

  • Effetti percepibili fino a 10 km di distanza

Questi aumenti di temperatura sono indipendenti dal cambiamento climatico globale e sono direttamente collegati alla presenza dei data center.

Con la rapida crescita delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, questo effetto è destinato ad aumentare nei prossimi anni, con possibili impatti sulla qualità della vita, sul consumo energetico e sulle economie locali.


Raffreddamento intelligente: il ruolo del pre-raffreddamento adiabatico

Una delle soluzioni più efficaci per affrontare queste sfide è il pre-raffrescamento adiabatico dei data center.

Invece di affidarsi esclusivamente al raffreddamento meccanico, l’aria esterna viene prima raffreddata naturalmente tramite evaporazione. Questo riduce il carico sui sistemi di refrigerazione.

Il risultato:

  • Riduzione del consumo energetico

  • Migliori prestazioni alle alte temperature

  • Minore carico di picco sulla rete

  • Riduzione del riscaldamento locale


Dalla teoria alla pratica: i data center di Equinix

L’efficacia di questo approccio è dimostrata dal caso concreto di Equinix, uno dei principali operatori di data center al mondo.

Durante la costruzione di nuovi data center ad Amsterdam, Equinix ha dovuto rispettare severi limiti di consumo energetico. Ogni kW aggiuntivo destinato al raffrescamento riduceva direttamente la capacità disponibile per i server.

La sfida era quindi chiara: aumentare la capacità senza incrementare il consumo energetico. In collaborazione con Trane, è stato implementato un sistema di pre-raffrescamento adiabatico con PreCooll.

Risultati del test sullefficienza del preraffreddamento adiabaticoLa soluzione è stata testata in condizioni estreme,:ha superato le aspettative e ha portato Equinix ad adottare il sistema anche in altre sedi.

I risultati:

  • Fino al 13% di riduzione del picco di consumo
  • Fino al 20% di aumento della capacità di raffreddamento
  • Fino al 39% di risparmio energetico
  • Aumento significativo della capacità server

Raffrescando l’aria esterna fino a 25 °C, i sistemi di raffrescamento lavorano in modo più efficiente, anche durante i periodi più caldi. Questo ha permesso di aumentare la capacità dei server senza sovraccaricare la rete elettrica e di prolungare la vita utile dei chiller.


Conclusione: la crescita richiede scelte più intelligenti

L’impatto dei data center va ben oltre il semplice consumo energetico. La congestione della rete e il riscaldamento locale rendono l’efficienza sempre più un fattore cruciale.

Soluzioni di raffreddamento intelligenti rappresentano una chiave fondamentale per consentire la crescita del settore, riducendone al contempo l’impatto ambientale.

Se vuoi capire cosa significa per il tuo data center, possiamo analizzare insieme le possibili ottimizzazioni del sistema di raffreddamento, senza impegno.

Consulenza gratuita

Picture of Hans Reinders
Pubblicato il aprile 28, 2026

Hans Reinders

Hans Reinders è il fondatore visionario di Oxycom, azienda olandese attiva a livello intenazionale nello sviluppo di sistemi di trattamento dell’aria naturali ed energeticamente efficienti. Con una visione lungimirante, Hans sfida il settore tradizionale della climatizzazione introducendo tecnologie in grado di ridurre il consumo energetico fino al 90%. È riconosciuto come esperto nel raffrescamento sostenibile e lavora instancabilmente allo sviluppo di soluzioni innovative. Il suo spirito imprenditoriale nasce da una vita dedicata all’apprendimento, alla sperimentazione e all’innovazione, ispirata anche da un rapporto della Banca Mondiale sull’urgenza della tutela ambientale. La sua missione è chiara: creare ambienti interni più sani, in cui le persone possano lavorare e dare il meglio di sé, riducendo drasticamente l’impatto ambientale della climatizzazione. «La tecnologia creata da Oxycom è molto più di un semplice raffrescamento. I nostri sistemi di trattamento dell’aria creano ambienti in cui le persone possono esprimere al massimo il proprio potenziale.»

Torna a News

Approfondisci la conoscenza del settore e le tue conoscenze.

Ricevi aggiornamenti via mail